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Cosa si intende per zero trust?

Lo zero trust è un framework di sicurezza che verifica ogni utente, dispositivo e connessione prima di concedere l'accesso, indipendentemente dalla posizione nella rete. In un mondo dominato dal cloud e dall'intelligenza artificiale, dove la fiducia nelle VPN è venuta meno, la soluzione zero trust di Zscaler offre la protezione di cui le aziende moderne hanno bisogno per innovare in modo rapido e sicuro.

Panoramica Zscaler Zero Trust Architecture

Perché i modelli di sicurezza tradizionali falliscono di fronte alle minacce moderne

Dal punto di vista della sicurezza, i modelli di sicurezza tradizionali presentano quattro punti deboli principali:

  • Ampliano la superficie d'attacco: strumenti tradizionali come firewall e VPN espongono gli indirizzi IP alla rete Internet pubblica. In questo modo, gli IP possono essere individuati non solo dagli utenti legittimi, ma anche dai criminali informatici in cerca di una superficie di attacco.
  • Hanno difficoltà a impedire le compromissioni: la sicurezza di un tempo si basava su dispositivi fisici e, indipendentemente dal fatto che gli strumenti di sicurezza vengano implementati come dispositivi hardware o virtuali, faticano ad adattare le prestazioni per ispezionare il traffico cifrato, dove si annida la maggior parte delle minacce. Di conseguenza, la maggior parte degli attacchi riesce a superare le misure di difesa senza essere rilevata.
  • Consentono il movimento laterale delle minacce: gli approcci tradizionali collegano le entità alla rete per fornire loro accesso alle applicazioni. Tuttavia, questo implica l'attribuzione di un'attendibilità implicita e autorizzazioni eccessive che possono essere usate con intento doloso per accedere a tutto ciò che è connesso alla rete, alimentando violazioni di portata sempre maggiore.
  • Non riescono a impedire la perdita di dati: i criminali tentano di esfiltrare dati sensibili dopo averli cercati nella rete. Sempre più spesso, questo risultato viene ottenuto tramite il traffico cifrato, perché è noto che la maggior parte delle organizzazioni si affida a sistemi di sicurezza basati su dispositivi che non sono in grado di proteggere questo tipo di traffico. 

Quali sono i pilastri fondamentali dello zero trust?

Lo zero trust è un'architettura unica che introduce un paradigma e una metodologia completamente nuovi nel campo della sicurezza informatica. Ecco cinque pilastri fondamentali che delineano ciò che il modello zero trust protegge:

  • Identità: verifica chi sta accedendo al sistema
  • Dispositivo: verifica che il dispositivo sia conforme e attendibile
  • Rete: segmenta e isola il traffico di rete
  • Applicazione: controlla l'accesso ad applicazioni specifiche
  • Dati: proteggi le informazioni sensibili sia a riposo che in transito

Grazie a questi principi, lo zero trust consente alle organizzazioni di ridurre al minimo i rischi, diminuire la complessità e proteggere al meglio i propri ambienti distribuiti.

Come funziona un'architettura zero trust?

Lo zero trust è un framework unico in cui le organizzazioni dispongono di un centralino intelligente che fornisce una connettività sicura tra tutti i dispositivi, senza estendere la rete a terzi. Internet può così diventare la nuova rete aziendale.

Ecco come funziona l'architettura a livello generale: 

  • Le richieste di accesso iniziano con la verifica: garantire l'accesso a privilegi minimi richiede di sapere chi o cosa sta tentando di accedere. Quindi, l'identità di ogni utente o entità che tenta di connettersi a una risorsa IT viene verificata.
  • Successivamente, viene identificata la destinazione: in fondo, adottare il principio zero trust significa connettere le entità direttamente alle loro destinazioni anziché alla rete, impedendo così il movimento laterale. Quindi, una volta verificato l'utente, è necessario identificare anche la risorsa IT a cui sta tentando di accedere e comprenderne il rischio.
  • Il rischio viene calcolato in base al contesto: la sola identità non è sufficiente a controllare l'accesso alle risorse IT (le identità possono infatti essere rubate, e persino gli utenti autorizzati possono causare danni). Dunque, come menzionato sopra, lo zero trust regola l'accesso in base al rischio, che è determinato da strumenti AI/ML che valutano il contesto di accesso.
  • La policy viene applicata: la policy viene applicata automaticamente in tempo reale e per ogni singola sessione, ovvero per ogni tentativo di accesso. È possibile scegliere tra diverse azioni, tra cui l'autorizzazione, il blocco, l'isolamento, l'inganno e altro. Anche dopo aver consentito l'accesso, il monitoraggio continuo identifica la variazione del rischio in tempo reale e modifica le policy di conseguenza.
  • La connessione viene stabilita: gli utenti sono connessi direttamente alle applicazioni. Mentre la connessione è "in ingresso" verso SaaS e web, le app private richiedono una connessione "dall'interno verso l'esterno", abilitata da un app connector che si connette al cloud zero trust per stabilire la connessione. Questo elimina la necessità di indirizzi IP pubblici che espongono le applicazioni. 

Zero trust e VPN a confronto

Le VPN tradizionali si basano su un modello di sicurezza "castle and moat" che garantisce un ampio accesso alla rete una volta che gli utenti si trovano al loro interno. Il modello zero trust adotta un approccio diverso, verificando continuamente l'accesso e limitandolo solo alle specifiche app e risorse di cui gli utenti hanno effettivamente bisogno.

Aspetto

Tradizionale (Castle-and-Moat)

Zero trust

Controllo dell'accesso

Livello di rete (VPN/firewall)

Per sessione, con privilegi minimi, diretto all'app

Movimento laterale

Accesso illimitato una volta che si è all'interno della rete

Prevenuto tramite microsegmentazione

Visibilità

Focalizzato sul perimetro; punti ciechi all'interno

Monitoraggio continuo di tutto il traffico

Prontezza per il cloud

Richiede l'estensione della rete (costosa)

Cloud nativo; Internet è la rete

Quali sono i vantaggi aziendali dello zero trust?

Adottando un modello di sicurezza basato sull'accesso a privilegi minimi, il modello zero trust offre vantaggi sia in termini di sicurezza che di business, tra cui:

  1. Sicurezza informatica potenziata: il modello zero trust riduce la probabilità di violazioni e minimizza il loro potenziale impatto eliminando la fiducia implicita in tutte le sue varie forme (connettività di rete, indirizzi IP pubblici, ecc.) e imponendo l'accesso contestuale, la segmentazione direct-to-app e il monitoraggio continuo.
  2. Complessità e costi ridotti: lo zero trust abbatte i costi consolidando i prodotti di sicurezza e di rete in un'unica piattaforma, semplificando l'infrastruttura IT, migliorando l'efficienza amministrativa e riducendo al minimo il carico operativo. Inoltre, previene le violazioni e i relativi costi, migliora la produttività degli utenti offrendo loro esperienze digitali di livello superiore e molto altro. Di conseguenza, questo modello rafforza la capacità di un'organizzazione di investire nell'innovazione e di adattarsi alle sfide future in sicurezza.
  3. Migliore produttività degli utenti: la connettività direct-to-app fornita all'edge elimina la necessità di reindirizzare il traffico verso un data center o un cloud distante. In questo modo, si eliminano la latenza associata agli hop di rete, i colli di bottiglia delle VPN e altri problemi che compromettono l'esperienza utente.
  4. Adozione e sicurezza dell'AI: la sicurezza LLM, il controllo degli accessi agli agenti IA, la protezione dei dati dell'AI generativa e la prevenzione dell'iniezione di prompt sono tutti semplificati grazie all'architettura zero trust sottostante. Quando identità, contesto e accesso a privilegi minimi sono al centro del framework di sicurezza, proteggere i dati, siano essi di intelligenza artificiale o di altro tipo, diventa più difficile.

Casi di studio reali

I principi dello zero trust possono essere applicati a vari scenari per soddisfare le diverse esigenze di sicurezza delle organizzazioni di oggi. I casi d'uso più comuni includono:

  • Accesso remoto senza VPN: consenti agli utenti di accedere in modo sicuro e diretto alle applicazioni private senza esporre la rete o dover ricorrere a complesse connessioni VPN.
  • Protezione dei dati sensibili: le piattaforme zero trust possono fornire funzionalità di prevenzione della perdita di dati (DLP) che individuano e proteggono le informazioni sensibili in transito sul web, a riposo nel cloud e in uso sugli endpoint. 
  • Protezione dei workload in ambienti multicloud: i workload interagiscono frequentemente con il web e con altri workload. L'approccio zero trust può proteggere queste comunicazioni tra workload, prevenendo infezioni e perdite di dati.
  • Sicurezza IoT e OT: estendi i principi zero trust filiali, impianti di produzione e altri ambienti industriali, proteggendo i dispositivi IoT e OT mediante l'applicazione di controlli basati sul principio del privilegio minimo.
  • Accesso di terze parti e partner: fornisci a collaboratori, fornitori e partner tecnologici un accesso sicuro e zero trust alle risorse IT, senza esporre la tua rete più ampia e senza utilizzare agenti sugli endpoint.
  • Sicurezza dell'AI: integra in modo sicuro i modelli AI man mano che la tua organizzazione cresce, previeni la shadow AI e proteggi facilmente i dati dell'AI, riducendo il carico di lavoro del SOC e la pressione sui team dirigenziali.

L'84% delle organizzazioni esprime una preoccupazione estrema o significativa riguardo al movimento laterale in seguito a una violazione della VPN, eppure il 77% non riesce a contenerla una volta che si manifesta.

 
Report del 2026 di ThreatLabz sui rischi delle VPN 

Zero Trust for AI: proteggere l'AI generativa e gli LLM

Zero Trust for AI estende il principio secondo cui non bisogna mai concedere fiducia a priori, ma effettuare sempre le opportune verifiche, ai sistemi di intelligenza artificiale, inclusi i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), gli agenti AI, le pipeline dei dati di training e i workload di inferenza. Questo approccio, che costituisce il fondamento della moderna sicurezza dell'AI, garantisce che, man mano che le aziende adottano copiloti di GenAI, agenti autonomi e servizi di automazione basati sull'AI, ogni componente AI diventi una nuova identità che deve essere continuamente verificata, autorizzata e monitorata.

Perché l'IAI ha bisogno dello zero trust

  • L'intelligenza artificiale amplia la superficie di attacco: ogni modello, agente e pipeline di dati rappresenta un potenziale punto di ingresso per manipolazioni avversarie, esfiltrazione di dati o accesso non autorizzato.
  • Modelli e agenti rappresentano nuove identità: così come utenti e dispositivi richiedono una verifica, anche i modelli di intelligenza artificiale e gli agenti autonomi devono essere autenticati e autorizzati prima di poter accedere ai dati aziendali o eseguire azioni.
  • Il principio del privilegio minimo si applica all'accesso ai dati: i sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero accedere solo ai dati minimi necessari per un compito specifico, non a interi dataset o a knowledge base illimitate.
  • Il principio della minima autonomia limita le azioni degli agenti AI: gli agenti AI devono operare entro limiti di autorizzazione rigorosamente definiti, per evitare azioni eccessive o involontarie che potrebbero compromettere i sistemi critici.
  • Il monitoraggio continuo rileva le minacce specifiche dell'AI: l'approccio zero trust richiede un'analisi comportamentale in tempo reale per identificare l'iniezione di prompt, la deriva del modello, l'avvelenamento dei dati, l'utilizzo di shadow AI e i tentativi di elusione avversaria.
  • Le pipeline di dati AI devono essere protette end-to-end: dall'acquisizione dei dati di training all'output dell'inferenza del modello, ogni fase del ciclo di vita dell'AI richiede ispezione inline, gestione degli accessi e applicazione delle policy.

Applicando i principi dello zero trust all'AI, le organizzazioni impediscono che i dati sensibili vengano esposti a modelli non autorizzati, bloccano gli attacchi avversari prima che manipolino i risultati e mantengono la governance sulle implementazioni di AI in rapida espansione.

Nel 72% delle aziende, il primo test avversario ha individuato una vulnerabilità critica. 

 

Report 2026 di ThreatLabz sulla sicurezza dell'IA

Zscaler Zero Trust Exchange

La piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange permette alle organizzazioni di adottare pienamente un modello di sicurezza zero trust, offrendo un'architettura nativa del cloud che connette in modo sicuro utenti, workloadz, dispositivi, terze parti, cloud, applicazioni e sedi distaccate. Agendo da centralino intelligente, Zero Trust Exchange garantisce che ogni transazione e ogni componente dell'ecosistema IT di un'organizzazione aderiscano ai rigorosi principi dello zero trust.

  • Riduci al minimo la superficie di attacco: elimina i firewall e nascondi le applicazioni dietro Zero Trust Exchange, rimuovendo i punti di accesso per gli aggressori.
  • Zero compromessi: un cloud ad alte prestazioni ispeziona tutto il traffico (compreso quello cifrato TLS/SSL su larga scala) per implementare funzionalità di rilevamento delle minacce in tempo reale e policy che blocchino le minacce.
  • Prevenire il movimento laterale: la segmentazione zero trust mantiene tutti e tutto fuori dalla rete, impedendo il movimento laterale tra le risorse connesse alla rete.
  • Migliora l'esperienza utente: gli utenti possono accedere in modo rapido, lineare e diretto alle applicazioni e ai dati di cui hanno bisogno, senza le complicazioni delle VPN tradizionali.
  • Semplifica l'infrastruttura IT e le operazioni di sicurezza: una piattaforma unificata e nativa del cloud consolida le funzioni di sicurezza, riduce la complessità e abbassa i costi.

Zscaler Zero Trust for AI

Il nostro sistema Zero Trust Exchange è al centro di tutte le nostre funzionalità di sicurezza AI:

  • AI Asset Management: ittieni visibilità end-to-end sui tuoi dati e modelli di intelligenza artificiale per una difesa proattiva dai rischi.
  • AI Access Security: controlla l'accesso e i contenuti nelle app GenAI più diffuse, nei servizi SaaS AI, nell'AI integrata e negli strumenti di sviluppo.
  • Red Teaming automatizzato continuo: testa, proteggi e implementa l'AI aziendale con velocità e sicurezza.
  • AI Guardrails: mitiga le minacce, previeni la perdita dei dati e modera i contenuti con l'ispezione dell'AI ad alte prestazioni.

Vuoi scoprire il modo in cui Zscaler Zero Trust Exchange può trasformare la sicurezza e l'efficienza operativa della tua organizzazione? Richiedi oggi stesso una dimostrazione della nostra piattaforma.

Risorse suggerite

La piattaforma Zscaler Zero Trust Exchange

Scopri di più

Zscaler ThreatLabz 2025 VPN Risk Report in collaborazione con Cybersecurity Insiders

Scarica il report

Report di Zscaler ThreatLabz del 2026 sulla sicurezza dell'IA

Scarica il report

FAQ

Per implementare la sicurezza zero trust è necessario identificare le risorse e gli utenti critici, applicare un'autenticazione robusta, implementare l'accesso con privilegi minimi, adottare la microsegmentazione utente-app, monitorare costantemente l'attività, utilizzare la protezione degli endpoint e convalidare ogni richiesta di accesso, garantendo l'assenza dell'attendibilità implicita.

Adottare lo zero trust è la scelta giusta perché i modelli di sicurezza legacy, che riconoscono automaticamente come attendibile tutto ciò che è all'interno della rete, non sono adatti all'era del cloud e della mobilità.Prima di concedere l'accesso, lo zero trust impone la verifica di tutte le entità, indipendentemente dal dispositivo o dalla posizione.Un approccio proattivo come questo riduce al minimo l'impatto potenziale delle violazioni, limitando il movimento laterale all'interno della rete, riducendo il rischio di subire minacce da parte delle entità interne alla rete e migliorando il profilo di sicurezza complessivo.

Lo zero trust e il framework SASE (Secure Access Service Edge) si completano a vicenda: lo zero trust assicura rigorosi controlli dell'accesso e verifiche continue, mentre il SASE unifica la sicurezza della rete e la rete WAN in un servizio con base cloud per offrire la gestione delle identità, l'accesso basato sui ruoli, la prevenzione delle minacce e un'esperienza utente coerente. Lo zero trust fornisce quindi il framework per l'accesso, mentre il SASE offre l'infrastruttura e i servizi per supportarlo.

La sicurezza zero trust è fondamentale, perché fornisce una soluzione alle lacune degli approcci legacy basati sul perimetro, per un mondo sempre più digitale e iperconnesso.Fondandosi sul presupposto che le minacce possono provenire da qualsiasi luogo, sia dall'esterno che dall'interno di una rete, lo zero trust impone un rigoroso controllo dell'accesso basato su privilegi minimi e una verifica continua, per aiutare a prevenire le violazioni, ridurre il raggio di azione degli attacchi riusciti e preservare un profilo di sicurezza robusto, in modo da affrontare minacce sempre più sofisticate e in continua evoluzione.

Gli obiettivi dello zero trust sono il miglioramento della sicurezza, la protezione dei dati sensibili e la mitigazione del rischio informatico. Per riuscire a conseguire tali obiettivi, le architetture zero trust verificano e convalidano ogni singola entità che tenta di accedere alla rete, implementano rigorosi controlli dell'accesso basati sull'identità e sul contesto dell'utente, monitorano costantemente le attività per individuare i potenziali rischi e proteggono i dati sensibili per impedire l'accesso non autorizzato.

La combinazione di zero trust e intelligenza artificiale rafforza la sicurezza informatica con la verifica costante di utenti, dispositivi e comportamenti insieme al rilevamento delle minacce e alle attività di risposta in tempo reale. L'intelligenza artificiale analizza i modelli per identificare i rischi più rapidamente rispetto ai metodi manuali, mentre lo zero trust impone rigorosi controlli di accesso, riducendo la superficie di attacco per limitare i potenziali danni.

Lo zero trust è un percorso, non un singolo progetto. La maggior parte delle organizzazioni gestisce ambienti ibridi per anni, migrando prima gli accessi ad alto rischio mentre i sistemi legacy continuano a essere in funzione. Detto questo, l'implementazione iniziale può procedere rapidamente. ManpowerGroup ha esteso l'accesso sicuro a oltre 30.000 utenti in 18 giorni. La tempistica dipende dalla portata del progetto, non dai limiti tecnologici.

Lo zero trust è la strategia di sicurezza: verifica ogni utente, dispositivo e richiesta prima di concedere l'accesso, senza eccezioni. Lo Zero Trust Network Access (ZTNA) è una tecnologia che mette in pratica questa strategia. Lo ZTNA sostituisce l'accesso generico alla rete con connessioni dirette, per sessione, ad applicazioni specifiche, mantenendo la rete stessa irraggiungibile e rendendo strutturalmente impossibile il movimento laterale.

Non tutto in una volta. Il modello zero trust si basa su un'adozione graduale. Inizia sostituendo i punti di accesso a più alto rischio, in genere VPN e firewall perimetrali, per poi aggiungere gradualmente la verifica dell'identità, l'ispezione del traffico e la protezione dei dati. Una piattaforma basata sul cloud consente ai team di consolidare gradualmente gli strumenti, riducendo i costi operativi senza dover sostituire l'intera infrastruttura fin dal primo giorno.